VMware Horizon View: Install, Configure, Manage

VMware annuncerà in maggio l’aggiornamento della traccia di formazione del popolare corso sull’installazione, configurazione e gestione della suite per la gestione di ambienti VDI allineata con i nuovi rilasci della piattaforma, ovvero Horizion View 5.2.

Il corso, della durata di 4 giorni è destinato agli amministratori di ambienti desktop virtualizzati ai System engineers che intendono implementare la soluzione View così come ai responsabili della gestione del parco client nell’ottica dell’adozione dell’intera suite Horizon.

La nuova traccia svilupperà gli argomenti connessi a VMware View Manager™, VMware View Composer eVMware ThinApp per la virtualizzazione delle applicazioni. Pur non avendo requisiti stringenti per la partecipazione a questo corso è consigliato saper:

  • creare un template in vCenter Server e distribuirlo;
  • creare e modificare il file di risposta da applicare al template;
  • gestire i servizi di Active Directory;

In dettaglio, alla fine del corso, lo studente sarà in grado di:

  • Installare e configurare le componenti di Horizon View;
  • creare e gestire pool di desktop virtuali floating;
  • creare e gestire pool di desktop distribuiti in modalità linked-clone;
  • configurare e gestire le VM per l’uso in modalità local mode;
  • configurare i profili degli utenti con View Persona Management;
  • configurare l’accesso alle VM da reti pubbliche in sicurezza;
  • utilizzare ThinApp per pacchettizzare le applicazioni;
  • assegnare applicazioni attraverso Horizon View

Il programma del corso, e tutte le informazioni sul prezzo al pubblico, sulle edizioni disponibili e sulle modalità di erogazione saranno disponibili all’URL: http://edu.systematika.it/vmw-vdm.asp.

 

VMware Horizon View: Install, Configure, Manage

 

VMware annuncerà in maggio l’aggiornamento della traccia di formazione del popolare corso sull’installazione, configurazione e gestione della suite per la gestione di ambienti VDI allineata con i nuovi rilasci della piattaforma, ovvero Horizion View 5.2.

Il corso, della durata di 4 giorni è destinato agli amministratori di ambienti desktop virtualizzati ai System engineers che intendono implementare la soluzione View così come i responsabili della gestione del parco client nell’ottica dell’adozione dell’intera suite Horizon.

La nuova traccia svilupperà gli argomenti connessi a VMware View Manager™, VMware View Composer eVMware ThinApp per la virtualizzazione delle applicazioni. Pur non avendo requisiti stringenti per la partecipazione a questo corso è consigliato saper:

creare un template in vCenter Server e distribuirlo;

creare e modificare il file di risposta da applicare al template;

gestire i servizi di Active Directory;

In dettaglio, alla fine del corso, lo studente sarà in grado di:

Installare e configurare le componenti di Horizon View;

creare e gestire pool di desktop virtuali floating;

creare e gestire pool di desktop distribuiti in modalità linked-clone;

configurare e gestire le VM per l’uso in modalità local mode;

configurare i profili degli utenti con View Persona Management;

configurare l’accesso alle VM da reti pubbliche in sicurezza;

utilizzare ThinApp per pacchettizzare le applicazioni;

assegnare applicazioni attraverso Horizon View

Il programma del corso, e tutte le informazioni sul prezzo al pubblico, sulle edizioni disponibili e sulle modalità di erogazione saranno disponibili all’URL: http://edu.systematika.it/vmw-vdm.asp

VMware vSphere: Troubleshooting Workshop

La suite vSphere è nota per la sua robustezza, tuttavia errate configurazioni o guasti a livello infrastrutturale potrebbero impattare severamente sull’ambiente VMware. La ricerca delle cause alla base di un guasto impongono un approccio metodico mirato in primo luogo ad escludere tutto che non è pertinente al problema e a scovare la causa d’origine attraverso l’analisi dei sintomi.

VMware vSphere: Troubleshooting Workshop è la nuova traccia del corso che VMware ha progettato affinché gli studenti possano acquisire dimestichezza con le pratiche relative alla risoluzione dei problemi.

Il training assume che lo studente abbia consolidate conoscenze dell’ambiente vSphere, infatti è consigliata la partecipazione al corso “VMware vSphere: Install Configure Manage”. Ogni modulo del programma prevede una rapida revisione delle funzionalità di vSphere per passare rapidamente ai laboratori che consistono circa l’80% del tempo previsto nei 5 giorni di corso.

Il corso copre le seguenti aree:

  • utilizzo della vSphere Web Client, della command line interface e dei log file per diagnosi e la risoluzione dei problemi;
  • configurazione dei certificati SSL;
  • risoluzione dei problemi relativi alla rete;
  • risoluzione dei problemi relativi allo storage;
  • risoluzione dei problemi relativi a vCenter Server;
  • risoluzione dei problemi relativi a ESXi;
  • risoluzione dei problemi relativi al Cluster VMware;
  • risoluzione dei problemi relativi a vMotion;
  • risoluzione dei problemi relativi alle macchine virtuali;

Il corso verrà rilasciato in maggio, per avere maggiori informazioni sul programma del corso, sul prezzo al pubblico e sulle edizioni disponibili saranno disponibili all’URL: http://edu.systematika.it/vmw-tbl.asp

 

VMware vCenter Orchestrator: Develop Workflows

L’automazione delle attività nel proprio datacenter è punto fondamentale per abbassare notevolmente i costi operativi, soprattutto per tutte quelle operazioni routinarie che oltre a essere “time-consuming” possono essere soggetti ad errori umani.

All’interno della suite vSphere 5.1, a partire dall’edizione standard, è disponibile senza costi aggiuntivi VMware vCenter Orchestrator, fornito anche in come Virtual Appliance.

Oltre al software VMware mette a disposizione anche una traccia formativa ad hoc per familiarizzare con il prodotto e cominciare a beneficiare di questa soluzione spesso trascurata.

Il corso VMware vCenter Orchestrator: Develop Workflows esplora in 3 giornate le funzionalità di vCenter Orchestrator, per l’automazione dei processi della propria infrastruttura IT sia fisica che Virtuale. È stato pensato per gli amministratori vSphere con avanzata esperienza nell’amministrazione di ambienti virtuali basati su VMware. Pur non essendo un requisito stringente, conoscenze nella scrittura di script o basi di programmazione JavaScript, Powershell, Perl, Java, Python (o similari) sono preferibili.

Alla fine del corso lo studente sarà in grado di utilizzare le funzionalità offerte da vCenter Orchestrator come ad esempio:

  • eseguire la piattaforma Orchestrator;
  • utilizzare il client di Orchestrator per importare ed eseguire librerie di workflow;
  • sviluppare ed eseguire workflow parametrizzati;
  • progettare e sviluppare workflow riutilizzabili;
  • utilizzare le VMware vSphere API per automatizzare diversi task di vCenter;
  • integrare Orchestrator nel VMware vSphere Web Client;
  • integrare Orchestrator con programmi esterni attraverso i plug-in
  • documentare i workflow
  • utilizzare i controlli sulla versione
  • esportare e pacchettizzare i propri workflow

Utilizzare questo link per ottenere maggiori informazioni sul corso come il programma, il prezzo al pubblico e le sessioni disponibili a calendario.

VMware vSphere 5.1: Skills for Operators

A distanza di qualche anno VMware ha rilasciato la traccia aggiornata del corso “VMware vSphere: Skills for Operators”, basato su VMware ESXi 5.1 e VMware vCenter Server 5.1.

Come dice il titolo il corso è stato concepito per gli operatori che devono operare sulla propria infrastruttura virtuale basata su vSphere 5.1, escludendo quindi dalla traccia formativa attività come l’installazione delle componenti e le relative configurazioni.

La sessione ha una durata di 2 giorni, evitando quindi lunghe assenze dal proprio ufficio e l’attività è equamente suddivisa in sessioni teoriche e di laboratorio.

Lo scopo del corso è quello di fornire allo studente un completo apprendimento delle funzionalità legate all’uso delle VM, infatti a seguito del completamento del corso lo studente sarà in grado di:

  • descrivere le componenenti della virtualizzaione, delle VM in ambienti vSphere;
  • rilasciare, configurare e gestire VM;
  • utilizzare vCenter Server per monitorare l’uso delle risorse delle VM
  • migrare le VM attraverso vMotion e Storage vMotion

Per maggiori informazioni sul programma del corso, sul prezzo al pubblico e sulle edizioni disponibili è possibile utilizzare questo link: http://edu.systematika.it/vmw-sfo.asp

Perché scegliere un centro di formazione autorizzato VMware (VATC)

Formare sé stessi o il personale del proprio team è un momento fondamentale nello sviluppo delle competenze su una specifica materia, soprattutto considerando che la formazione è un investimento che si ripaga molto velocemente.

Affinché il tempo investito nell’apprendere una nuova tecnologia, spesso sconosciuta, sia realmente massimizzato è necessario valutare l’ente che forma il proprio personale, la scelta di un centro di formazione, riconosciuto ufficialmente dal produttore, è l’indice di aver fatto la scelta corretta.

I “VMware Authorized Training Centers” (VATC) sono i centri di formazione riconosciuti da VMware autrzizzati ad erogare le sessioni ufficiali utilizzando le ultime release dei prodotti ed il materiale specifico rilasciatodel vendor. Sicuramente, sia che si voglia ottenere le certificazioni VMware oppure migliorare le proprie capacità la partecipazione ad un corso ufficiale VMware rappresenta la via certa per raggiungere tali obiettivi. In breve le ragioni per le quali siamo sicuri di queste affermazioni:

  • i VMware Certified Instrutor, vengono selezionati attraverso un rigoroso programma si certificazione che prevede, oltre all’allineamento delle conoscenze sulla base dei prodotti rilasciati, adeguate metodologie per il trasferimento delle conoscenze;
  • gli istruttori certificati VMware (VCI) che collaborano con Systematika utilizzano costantemente e sul campo le tecnologie che vengono insegnate in classe. Questo significa poter discutere in aula di scenari di ambienti reali e sulle best practices che VMware consiglia di adottare;
  • i corsi ufficiali VMware sono progettati per essere erogati secondo un precorso formativo idoneo a comprendere il funzionamento tecnico e ad apprendere in quali situazioni applicare una determinata funzionalità/tecnologia;
  • l’unico modo per ottenere la certificazione VCP-DCV, con tutti i riconoscimenti che il mercato le riconosce, è quello di partecipare ad un corso ufficiale VMware erogato attraverso un VATC;
  • Systematika in cerca di accomodare le esigenze dei candidati o delle aziende adottando diversi metodi di erogazione dei corsi, attraverso i 4 training center di cui dispone per le classi pubbliche, con classi on-site presso la sede del cliente o attraverso la modalità Live-On-Line, introdotta nel 2013 per evitare costosi spostamenti dei discenti ma senza compromettere la qualità del servizio.

Per maggiori informazioni sulle tracce di formazione e sulle sessioni a calendario è possibile consultare la pagine http://edu.systematika.it/vmware.asp oppure mandare un messaggio a corsi@systematika.it.

shadow di una sessione VMware View

Per potersi connettere (via vSphere console) ad una sessione VMware View (PCOIP) è necessario utilizzare su  una group policy chiamata “Enable access to PCoIP session from a vSphere console”. I passi per abilitarla sono:

  • Per Windows 7 bisogna utilizzare  Hardware versione 8. Per  Windows XP o Vista è possibile utilizzare qualsiasi versione hardware.
  • Creare  una nuova Group Policy Object (GPO)
  • Aggiungere il file  “pcoip.adm” alla Computer Configuration ( Il file lo si trova nel VMware View Connection server nel folder “C:\Program Files\VMware\VMware View\Server\extras\GroupPolicyFiles”)
  • Abilitare la policy  “Enable access to PCoIP session from a vSphere console” nelle impostazioni di tipo Computer Configuration
  • Assegnare la GPO alla OU dove risiedono i  VMware View desktops
  • Riavviare i VMware View desktops

 

DB Oracle in VMware

Uno dei dubbi che spesso assillano i clienti VMware è relativo alla virtualizzazione del DB Oracle. In particolare non è ben chiaro se Oracle installato in una VM VMware è supportato o meno da Oracle stessa. Per chiarire ogni dubbio in proposito diamo un’occhiata al pdf Virtualizing Business-Critical Applications on vSphere. In questo documento vengono analizzati gli aspetti di performances,  licensing,  supporto e le best pratices per la virtualizzazione di: Exchange, SQL, SAP, Sharepoint, Java, Hadoop e naturalmenteOracle. Per quanto riguarda il supporto di quest’ultimo il doc cita la nota 249212.1, pubblicata sul  MyOracleSupport (che copio qui sotto), in cui si dice che a fronte di problemi su un DB Oracle virtualizzato in ambiente VMware, Oracle potrebbe richiedere al clienbte di replicare la issue su un hardware fisico se questa issue non è conosciuta dal supporto Oracle. In questo caso VMware ha una Total Ownership Policy con cui dichiare di prendersi carico della issue e di risolverla esaudendo tutte le richieste del supporto Oracle.

L’aggiornamento al View Agent 5.1.2 potrebbe causare problemi di performance

Il 20 dicembre VMware ha pubblicato un articolo nella propria Knowledge Base, nel quale informa sui possibili problemi derivanti dall’aggiornamento dell’agente a View Agent alla versione 5.1.2 quando operato su una macchina fisica.

Grazie a VMware View, il View Connection Broker, oltre al collegamento ai virtual desktop, consente la connessione a macchine fisiche. Con l’attuale versione di View, il Connection Broker tenta ripetitivamente di configurare l’agente nella macchina fisica causando, soprattutto in ambienti di grandi dimensioni, problemi sulle performance ed importanti rallentamenti.

Questo problema non si manifesta se il PC fisico viene raggiunto aggirando il Connection Broker.

Per maggiori informazioni è possibile consultare la KB 2041977

vCenter Operations Management Suite disponibile in tutte le edizioni di vSphere 5.1

vCenter Operations Management Suite è lo strumento che, integrandosi con vSphere, permette di avere una completa visibilità della propria infrastruttura compreso lo stato di salute ed il comportamento delle applicazioni.

Il prodotto è disponibile in diverse edizioni, tra le quali la Foundation, edizione Entry level, che è inclusa in tutte le edizioni di vSphere 5.1, dal kit Essentials all’Enterprise Plus. L’introduzione nel proprio ambiente di questo pacchetto è estremamente semplice in quanto vCenter Operations Manager è disponibile quale virtual appliance. In particolare l’edizione Foundation comprende le seguenti funzionalità:

  • vCenter Operations Manager per l’analisi delle performance e lo stato di salute dell’ambiente vSphere;
  • Proactive Smart Alerts: funzionalità che consente l’invio di allarmi con un ricco dettaglio di informazioni in formato web based;
  • Intelligent Operations Groups: permette la costruzione di relazioni tra oggetti basato su VM, tipi di configurazione e line di business;
  • Self-learning Performance Analytics: capacità di comprendere il comportamento “normale” della VM attraverso l’analisi storica delle performance.

I risultati delle analisi vengono mostrati nella dashboard che attraverso una serie di punteggi permette immediatamente di comprendere l’andamento del proprio ambiente virtuale.

vCops è costruito su una piattaforma aperta ed estendibile che permette la gestione di ambienti fisici e virtuali anche operanti su altri hypervisor o cloud pubblici come Amazon. Il deployment delle altre componenti della suite permette di accrescere le capacità di questa soluzione come: la costruzione di dashboard personalizzate, analisi delle performance, ottimizzazione della capacità, funzionalità di change e configuration management, individuazione delle dipendenze applicative e misurazione dei costi.

Per maggiori informazioni è possibile consultare:

vCenter Operations Manager 5.6

vCenter Operations Manager 5.6 è l’ultimo rilascio della piattaforma VMware per la gestione delle operazioni nel datacenter. Questa nuova release introduce i seguenti miglioramenti:

  • supporto per VMware vCenter Server 5.1, escluso le versioni beta;
  • integrazione con VMware vCenter Infrastructure Navigator; è possibile utilizzare le funzionalità di indagine sulle applicazioni nelle VM monitorandone le relazioni e guadagnando una migliore visibilità. Grazie a questa nuova funzionalità, le VM con dipendenze applicative vengono automaticamente raggruppate e mostrate nell’interfaccia di vCenter Operations Manager;
  • integrazione ancora più profonda con VMware vCenter Configuration Manager, un nuovo badge per la Compliance è stato creato sotto la categoria “Risk”. Con questa funzionalità i gruppi di VM creati in vCenter Configuration Manager vengono mostrati nell’interfaccia grafica di vCenter Operations Manager;
  • integrazione con VMware vSphere Web Client, i badge di vCenter Operations Manager appariranno nella vSphere Web Client non appena vCops verrà registrato nel vCenter Server 5.1 che si desidera monitorare. La tipologia di licenza di vCops determinerà quali badge potranno essere visualizzati;
  • Custom Groups: da questa edizione è possibile utilizzare gruppi personalizzati “user-defined” e “pre-defined”. Con questa funzionalità è possibile personalizzare la vista della propria infrastruttura adattandola alle proprie esigenze;
  • Capacity Analysis: la nuova versione del prodotto migliora le capacità di pianificazione introducendo una serie di parametri più granulari specifici per l’analisi della capacità. E’ possibile personalizzare le policy comprese le soglie per il badge.
  • miglioramenti nell’individuazione e nel calcolo dello stress: vCops supporta il calcolo dei picchi in combinazione con i parametri di configurazione. Questi parametri determinano la durata sopra la quale viene considerato lo stress. La funzionalità supporta anche l’identificazione dei carichi di lavoro nel breve periodo; la variazione di questi parametri impatta sul calcolo e quindi sullo score di altri badge quali “Capacity Remaining” e “Time Remaining”;
  • interpretazione e raccomandazioni: in questa edizione la pagina dettagli (Details Page) include un link per ottenere maggiori informazione che forniscono dettagliate spiegazioni sul come risolvere un problema sulle performance o sulla capacità con una guida su prossimi step da seguire;
  • Custom Reports, funzione in modalità sperimentale: questa feature permette la configurazione e la personalizzazione di report “user-defined” e “pre-defined”. E’ possibile sfruttare le funzioni XML per la generazione di report relativamente all’ottimizzazione della capacità, così come report che contengono dati sulle performance e sulle operazioni;
  • miglioramenti Custom User Interface, quali la configurazione di regole complesse sugli allarmi che valutano condizioni multiple. Importazione ed esportazione delle Dashboard tra i diversi ambienti utilizzando un nuove set di comandi.

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina relative alla note sul rilascio del prodotto.