UNIDESK: VDI senza compromessi

Unidesk è un prodotto pensato per l’ottimizzazione dei desktop in ambiente virtuale che supporta sia Citrix XenDesktop che VMware Horizon View. Unidesk si propone come la soluzione per la distribuzione dei desktop persistenti, quindi personalizzabili per utente, con una esperienza “PC-Like” ed una minore complessità, ma con tutti i vantaggi gestionali dei desktop non-persistenti.

Il fondamento del software è quello di la “layerizzare” una VM “sorgente” al fine di ottenere una libreria una serie di blocchi, ovvero OS ed applicazioni, che possono essere assemblati e distribuiti dal proprio ambiente VDI.

Unidesk ha creato il proprio software partendo dagli obiettivi fondamentali degli ambienti VDI:

  • snellire i processi per la gestione dei desktop partendo dal dimensionamento della VM, passando provisioning del sistema operativo, quindi alla distribuzione delle applicazioni ed infine i dati dell’utente;
  • semplificare tutte le operazioni successive quali il mantenimento e l’aggiornamento dei singoli vDesktop;
  • contenere i costi, soprattutto quelli legati allo storage sia a livello di capacità che di prestazione richiesta, mantenendo alta l’esperienza utente.

Le soluzioni proposte dai vendor più noti che operano nello spazio VDI passano attraverso la progettazione di desktop “Linked Clones” derivati da una singola immagine. Purtroppo la realtà è costituita da scenari molto diversi che da batterie di migliaia di utenti che fanno le stesse operazioni , rendendo i desktop linked poco applicabili o se percorribili poco gestibili nel tempo. L’alternativa è di creare più immagini di vDesktop personalizzati adatti a piccoli piccoli gruppi di utenti con conseguente incrementano del numero di immagini da gestire e vanificando i vantaggi che un infrastruttura VDI dovrebbe portare.

Nel caso si stia valutando l’adozione di una soluzione VDI, testare Unidesk è un una opzione da prendere in considerazione soprattutto considerata la semplicità del prodotto in tutte le sue fasi:

  • l’installazione: avviene attraverso la distribuzione, su hypervisor VMware, di virtual appliance su che provvedono alla gestione dell’ambiente (quindi alla creazione dei layer) ed all’archiviazione di questi ultimi in uno o più repository;
  • il sistema operativo della VM: indicando nell’interfaccia di gestione (GUI) una VM nella quale è stato installato il sistemata operativo, si ottiene la Gold Image, immagine che non prevede le applicazioni in quanto il software le tratta in layer separati. Da questo stato della VM e del suo OS sarà possibile gestire con gli aggiornamenti, il controllo delle versioni e eventuali rollback;
  • le applicazioni: da una semplice operazione nella GUI che agirà sulla VM, sarà possibile installare singolarmente le applicazioni. Tutta la fase di setup verrà registrata e darà “vita” ad un layer (un vDisk) che rappresenta completamente l’applicazione. Questa tecnica permette di scavalcare i limiti dei prodotti per la virtualizzazione delle applicazioni semplificando anche il ciclo di vita nella gestione delle applicazioni stesse.;
  • Persona management: Unidesk è l’unica soluzione che permette di avere desktop persistenti con un basso impatto sullo storage. Evitando l’uso dei roaming profile (spesso necessari per gli ambienti linked clones) si elimina una complessità, si riducono i consumi di IOPS nello storage quando l’utente accede ad un nuovo desktop, preferendo la strada del “Follow-me desktop”, senza dimenticare che questa scelta consente agli utenti di installarsi in autonomia (se autorizzati) delle applicazioni “personali” quali toolbar, plug-in

Oltre a quanto citato un benefizio non trascurabile è nella gestione dello storage; se da un lato la creazione in layer permette un risparmio durante il deployment che Unidesk stima nel 70%, dall’altro il prodotto permette di gestire separatamente le diverse caratteristiche prestazionali dello storage presente in azienda dando la possibilità di abbinare determinati tier a specifici layer, esempio per il boot, per le applicazioni e i dati utente.

In estrema sintesi il punto di forza più evidente di Unidesk è la capacità di creare un desktop persistente grazie alla modulazione dei layer creati, come aggregazione di più vDisk. Il prodotto si licenzia in base al numero di desktop gestiti.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito del produttore.

PernixData FVP: cos’è?

PernixData FVP è la soluzione 100% software based di PernixData pensata per virtualizzare le componenti “prestazionali” del server, quali flash memory, in un pool di risorse clusterizzate per l’accelerazione dello storage.

L’obiettivo di FVP è quello di consentire agli amministratori di intervenire sulle prestazioni dello storage in maniera completamente indipendente dalle sue dimensioni, permettendo quindi di accelerare senza dover aumentare il numero di dischi da usare; in altri termini FVP significa scale-out mirato alla prestazione, sia in lettura che scrittura, per accomodare le esigenze di qualsiasi VM senza doverle modificare.

FVP non è un datastore persistente; anche se il software tiene una copia dei dati recentemente letti o scritti, le informazioni vengono sempre scritte nello storage array. Pensare tuttavia a FVP come una cache è limitante, fungere da cache è un elemento costituente del prodotto ma le features di “host clustering” e “fault-tolerant write acceleration” rendono FVP una soluzione unica nel suo genere.

I benefici più significativi di questa tecnologia consistono nella riduzione della latenza a livello applicativo e l’incremento di prestazioni dello storage, che permettono di aumentare la densità delle VM senza intervenire né sullo storage né sugli “apparati preposti alla trasmissione” con i conseguenti costi associati.

Parlando di cache in scrittura FVP consente di applicare alle singole VM le policy di:

  • Write Through: la conferma della scrittura (acknowledge) è inviata contemporaneamente sia della flash nel server sia dallo storage array, che tipicamente necessita di più tempo; quindi la prestazione dipende dalla velocità dello storage;
  • Write Back: l’acknowledge di scrittura è inviato dalla flash nel server successivamente, in un processo separato, il dato viene inviato allo storage.

FVP garantisce la consistenza del dato, anche in caso di crash dell’host, attraverso una replica sincrona che viene fatta su più host che appartengono al cluster. Se un disco SSD fallisce una delle copie fatte viene usata per scrivere il dato nello storage.

Ulteriori dettagli sulla soluzione:

  • il software è composto da 2 componenti: un modulo VMkernel che estende le capacità dell’host ESXi e il FVP Management Server che si installa su una VM con SQL server;
  • FVP supporta host VMware vSphere a partire dalla versione 5.0;
  • FVP supporta qualsiasi storage a blocchi (FC, FCOE e iSCSI), il supporto NFS è in roadmap;
  • lato storage VFP supporta device flash PCIe ed i controller (HBA) nella HCL di VMware per i dischi SSD;
  • per motivi di praticità il cluster FVP dovrebbe coincidere con quello di vSphere.

PernixData FVP viene licenziato in 2 modi:

  • bundle SMB: disponibile per ambiente con meno di 4 host (1 flash per host) e 100 VM;
  • standard edition che va a licenziare il singolo host senza alcuna limitazione;

Per maggiori informazioni è possibile consultare:

VMware Horizon DaaS cloud-hosted virtual desktop! free trial

Oggi ho voluto provare il free trial di Horizon DaaS.

Dopo essermi registrato su http://info.desktone.com/cloudhosted.virtual.desktop.free.trial.html ho ricevuto una mail che mi ha confermato che è stato creato un desktop non persistente utilizzabile per 7 giorni.

Cliccando sull indirizzo fornitomi, ed inserendo userid e password ho raggiunto questa pagina:

Come vedete posso scaricare un link per connetermi al desktop in RDP, oppure un client per connettermi via PCOIP o mi posso connetter direttamente dal browser con tecnologia BLAST. Come vedete esiste anche la possibilità di lanciare alcune applicazioni con remoteAPP.

Mi sono connesso con RDP e la prima cosa che ho notato, sulla schernmata di login è che mi sto connettendo ad una macchina windows server 2008R2 e non ad una macchina win7 o win8, questa scelta è dovuta al fatto che non esiste una licenza MS che permette di fornire desktop come servizio, per aggirare questo limite, dalla versione 5.3 di VMware View è possibile fornire delle VM con OS 2008 DC (cliccate qui per maggiori dettagli).

Loggati al desktop notiamo delle applicazioni preinstallate

 

 

Lanciando il browser mi viene indicato che in modalità trial sono permessi solo alcuni siti.

 

La user experience è ottima e gli applicativi installati rispondono rapidamente.

La partnership con google ci permette di accedere ai desktop anche da chromebook,

Indubbiamente questo è IL vero VDI in cloud.

 

Horizon suite licensing

Con questo articolo vorrei chiarire le mofalità di licensing dei prodotti che compongono la suite. Per scriverlo ho estratto qualche riga dal whitepaper VMware Horizon Family Pricing, Packaging, and Licensing:

Horizon View and its components are licensed by concurrent connection (defined in the

VMware EULA as a “Powered on Desktop VM receiving a connection”)

• Available in quantities of 10 or 100 licenses

Horizon Mirage and its components are licensed by per named user.

• Available in quantities of 10 or 100 licenses.

Horizon Workspace and its components are licensed by per named user

• Available in quantities of 10 or 100 licenses.                

Horizon Suite Named User
Horizon Suite Named User contains Horizon View, Horizon Workspace, Horizon Mirage and vCenter Operations Manager for Horizon View

• Horizon Suite and its components in this package are licensed by named user

• Available in quantities of 10 or 100 licenses.

Horizon Suite Concurrent User contains Horizon View, Horizon Workspace, Horizon Mirage and vCenter Operations Manager for Horizon View

• Horizon Suite and its components in this package are licensed by concurrent user

• Available in quantities of 10 or 100 licenses.

Si deduce che i prodotti singoli si possono acquistare per named user (o concurrent connection per View), e la suite intera può essere acquistata per Named User o Concurrent User.
Tutto chiaro? E cosa succede se acquisto Mirage per   named user ed i miei utenti utilizzano diversi client? Posso avere più CVD per ogni utente ? La KB 2042975 chiarisce che :

Each named user who has access to a Mirage-managed endpoint consumes one license. One named user can have multiple Mirage-managed endpoints, and this named user still consumes only one license

VMware Infrastructure Planner

VMware Infrastructure Planner è un tool/servizio che elabora i dati prestazionali del proprio ambiente virtuale con lo scopo di generare un report che illustra le opportunità di risparmio che un’architettura SDDC potrebbe portare. Il servizio è disponibile all’utenza finale attraverso i partner VMware.

VMware Infrastructure Planner rappresenta lo strumento moderno per comprendere l’aspetto “monetario” del viaggio verso il SDDC, ed è una sorta di evoluzione del Capacity Planner, il tool VMware per l’assessment dell’ambiente fisico agli inizi della server consolidation. E’ opportuno ricordare che, come per il Capacity Planner, anche questo prodotto invia esternamente dei dati, tuttavia vengono trasmessi solo i dati rilevanti alla produzione del report; nessuna informazione relativa all’ambiente virtuale (comprese location, indirizzi IP, hostname) verrà collezionata. I dati, inoltre, vengono inviati al portale in modo sicuro via SSL.

L’infrastruttura sorgente dovrebbe già disporre di vCenter Operations Manager (almeno versione 5.7) sopra il quale verrà collocato un ulteriore pacchetto di software che permetteranno l’elaborazione del report. La durata del servizio varia dalle poche ore, se vCOPS è già installato, ad almeno una settimana proprio per permettere l’installazione di vCOPS e la raccolta dei dati prestazionali dell’ambiente. Il documento generato da VMware Infrastructure Planner consente di “tradurre” le metriche raccolte da vCOPS in una valorizzazione economica, il report prodotto è strutturato in categorie, per permetterne una facile comprensione, come: area computazionale, storage, networking.

VMware Infrastructure Planner è ideale per i clienti:

  • che non dispongono di VMware vCenter Operations Manager (vCOps), VMware VSAN, VMware vCloud Networking and Security/VMware NSX, o di VMware vCenter Configuration Manager;
  • che dispongono si vSphere edizione Standard o superiore e lavorano in ambienti complessi;
  • che stanno valutando l’acquisizione di vCloud Suite o intendono intraprendere il viaggio del SDDC

Per i partner VMware Infrastructure Planner può essere utilizzato in diversi momenti durante l’approccio con il proprio utente finale:

  • All’inizio per attirare l’attenzione del cliente ed evidenziare i costi della propria infrastruttura fisica;
  • In una fase avanzata quale strumento per l’adozione di tecnologie più avanzate capaci di fare leva su quanto è già disponibile;
  • Ed infine quale documentazione aggiuntiva per il calcolo del ROI/TCO

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina del tool sul sito VMware

 

Atlantis ILIO USX: lo storage hyper convergente

L’11 febbraio Atlantis Computing ha annunciato la disponibilità di Atlantis ILIO USX, il primo software in grado di creare storage “all-flash” ibrido e “iper convergente” utilizzando SAN, NAS, RAM e qualsiasi tipo di storage direct attached (SSD, Flash, SAS) presente nel Datacenter.

La virtualizzazione dei server è un fenomeno in continua espansione e di conseguenza la richiesta di storage è in costante aumento sia per soddisfare le richieste di spazio ma soprattutto per accomodare le necessità di prestazioni che le applicazioni eseguite nelle VM richiedono. Queste due esigenze sono antitetiche quindi spesso la soluzione conduce a ritornare alla condizione di legare applicazioni e storage in silos separati, vanificando la fluidità che la virtualizzazione ha portato.

Atlantis ILIO USX è la prima soluzione “in-memory software-defined storage” in grado di mettere insieme storage SAN, NAS e DAS presenti nel datacenter e ottimizzare il modo in cui le VM e le applicazioni consumano lo storage stesso. Questa combinazione tra pooling dello storage e ottimizzazione fornita dal software permette di raggiungere performance fino a 5 volte superiori in termini di IOPS, latenza e throughput sullo storage esistente.

In termini di funzionalità Atlantis ILIO USX permette di:

  • ottimizzare l’accesso allo storage attraverso l’uso della memoria RAM e Flash presente nel server; questo consente di accelerare le prestazioni anche su storage di classe “entry-level”;
  • gestire i corretti livelli di prestazione, capacità e disponibilità dello storage per ogni applicazione grazie ad una serie di controlli “policy based”;
  • assicurare la continuità operativa dell’applicazione con i moduli integrati per l’alta affidabilità e la data protection in modo da evitare i “single point of failure” anche in caso di crash di un server;
  • eseguire il provisioning in modo ultra rapido ed efficiente dei server all’interno del Datacenter con la funzione “Fast Cloning and Provisioning”, il che significa che una VM può essere fornita in pochi secondi.

Astraendo tutto l’hardware capacitivo del datacenter e anche attraverso l’interazione con i sistemi di orchestrazione già esistenti, Atlantis ILIO USX rappresenta la soluzione definitiva per la gestione efficiente e flessibile dello storage.

Grazie ad Atlantis ILIO USX le aziende non avranno più bisogno di acquistare storage specializzato, e soprattutto dedicato, per ogni specifica applicazione, perfino per quelle più esigenti.

VMware e Google insieme per facilitare la modernizzazione dei desktop aziendali

L’annuncio fatto al PEX2014 relativo alla partnership tra VMware e Google ha generato molto interesse e deve essere collocato nelle iniziative di VMware per la promozione della modernizzazione dei desktop aziendali nell’epoca del “mobile & cloud”. L’offerta del Desktop as a Service (DaaS) di VMware permetterà di fornire l’accesso sicuro in cloud a VM, applicazioni e dati attraverso i Google Chromebooks.

Lo scopo di questa partnership è quella di aumentare la sicurezza nell’accesso ai vDesktop abbassando il TCO dell’intera soluzione anche grazie al minor impatto economico dei Google Chromebook, se paragonati ai “PC Tradizionali”.

Inizialmente la combinazione sarà disponibile per i clienti nella formula di servizio “on-premise” anche se gli obiettivi sono quelli della fornitura del servizio stesso come “fully managed” in abbonamento DaaS offerto da VMware o da altri partner vCloud Service Provider. Gli utenti saranno in grado di accedere ai vDeskop, alle applicazioni Windows, così come ai dati, attraverso il browser fornito dal Chromebook grazie alla tecnologia Blast HTML5; inoltre VMware Horizon DaaS permetterà alle aziende di scegliere tra una connessione ad un ambiente Virtual Desktop Infrastructure (VDI) oppure ai Remote Desktop Services (RDS).

Chromebooks + DaaS sono una opportunità per aiutare le aziende a ridefinire i desktop aziendali. Una indagine di Gartner prevede che nelle aziende ci sarà un declino del 15% sul fronte degli acquisti dei PC mentre, nello stesso periodo si avvertirà un incremento vertiginoso dei device ultramobili come i Google Chromebook. In questa ottica, l’annuncio della partnership VMware-Google mette i partner in condizione di poter essere pronti a rispondere alle esigenze del mercato

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina dell’annuncio sul sito VMware.

VMware Partner Exchange 2014: Obiettivi per i partners

I partner VMware, per lo sviluppo del Software Defined Enterprise (SDE), dovranno dotarsi di una forza vendita specializzata sui temi quali vCloud Hybrid Services, End-User Computing, Management e NSX . Il Vendor ribadisce che non c’è più nessuna ragione di spingere solo la parte core (vSphere naked), per il SDE/SDDC è necessario che l’astrazione/virtualizzazione coinvolgano tutti gli stack fisici.

Le specializzazioni a cui VMware si riferisce non sono solo necessariie per comprendere l’offerta tecnologia ma soprattutto per sapersi approcciare con i diversi soggetti aziendali, considerato che oggi VMware dispone di un portafoglio prodotti che può essere indirizzato a tutti livelli organizzativi all’interno di una azienda: dall’IT manager passando per i Line of Business Manager fino ad arrivare ai C-Level. 

Pensando agli obiettivi con una prospettiva più tecnica è possibile classificare le singole soluzioni in:

  • Software Defined Data Center (SDDC): lato computing ma soprattutto attraverso virtualizzazione delle reti con NSX e virtualizzazione dello storage con la VSAN che sarà presto disponibile (Q1). VSAN inoltre rappresenta la pima versione dei vVolumes (tecnologia annunciata nel 2012), soluzione che porterà sempre più intelligenza nell’hypervisor per la gestione dello storage;
  • vCloud Hybrid Services (vCHS): che permetterà alle aziende di gestire in modo più flessibile la propria infrastruttura slegandosi dalla gestione della parte fisica e beneficiando della flessibilità dei prodotti cloud di VMware. vCHS rappresenta una evoluzione nel DNA di VMware che da sviluppatore di software è diventata anche “utente” delle sue soluzioni. Questo passaggio le permetterà di vivere “più da vicino” il prodotto e continuare a svilupparlo in modo efficiente. I primi workload per vCHS dovrebbero indirizzare le tematiche del test/dev, del DR, e delle applicazioni di prossima generazione;
  • End-User Computing (EUC): i device sono il segmento più in evoluzione. Si è passati dai Desktop ai laptop poi ai tablet ed oggi si parla di periferiche smart sempre più personali quasi “intime” (orologi, occhiali, device per bambini) di conseguenza si parla di un IT che viaggia alla “velocità della vita”. In questo ambito Il controllo è necessario e proprio in questo spazio si configura l’acquisizione di AirWacth, vendor che si occupa di Mobile Device Management (MDM) e di Mobile Application Management (MAM). Il Partner Exchange è inoltre stato il palcoscenico nel quale VMware ha ufficializzato la partnership con Google e i sui Chromebook.

 Quali sono le aspettative da parte di VMware sui partner?

  • essere pronti a gestire questa “nuova realtà”;
  • abbracciare il modello di business “as a service”;
  • commit verso VMware, non solo una relazione commerciale

Quale è l’impegno da parte di VMware nei confronti dei propri partner e clienti?

  • mantenere una condotta aziendale basata sui valori dell’EPIC2 (Execution, Passion, Integrity, Customers Community);
  • rendere più semplice fare business insieme ai partner, offrendo soluzioni (non scatole) che rendono sempre più agili i processi IT delle aziende consumatrici di tecnologia VMware;
  • abilitare l’ecosistema dei partner in tutto quello che VMware mette sul mercato

PEX2014

VMware Partner Exchange 2014: Software Defined Enterprise

Il Partner Exchange appena conclusosi a San Francisco ha permesso a VMware di illustrare le tendenze e la vision aziendale attraverso i propri vertici che si sono susseguiti nelle General Sessions mattutine, messaggi che sono stati amplificati nelle Breakout sessions a disposizione dei partecipanti.

Importante sottolineare che questi messaggi hanno raggiunto un audience molto elevata, in termini numerici (+ 35.000 soggetti, considerando PEX e VMworld USA e EMEA), rendendo le manifestazioni VMware uno degli eventi ITC più seguiti e punto di riferimento nel mercato della tecnologia.

 

Quali sono gli obiettivi del 2014 di VMware attraverso i suoi partners?

VMware ci riferisce della Software Defined Enterprise (SDE), ovvero dell’azienda che lato IT è “disciplinata” per intero è dal software; traslando questo slogan in altri termini si parla di:

  • Software Defined DataCenter (SDDC);
  • End-User Computing (EUC);
  • vCloud Hybrid Services (vCHS)

Per partner VMware questo messaggio non è nuovo in quanto è identico a quello del 2013, tuttavia VMware ci ha tenuto a spiegare, in modo convincente, che non è necessario cambiare obiettivi ad ogni inizio anno, soprattutto quando queste trasformazioni sono ancora in opera.

In merito al canale, VMware crede fortemente nelle partnership e nel programma che ha creato, l’85% del businss è fatto indirettamente confermando che il canale rappresenta la grande forza vendite del vendor.

VMware è consapevole di essere un’azienda al top, questo comporta l’impegno a continuare ad innovare; nel 2013 sono stati rilasciati 234 nuove versioni di prodotto di cui 8 Major release o beta, in aggiunta a 2 acquisizioni come Virsto e Desktone alla quale si aggiunge AirWatch ad inizio 2014, ma tutto questo non basta per essere vincenti è necessario disporre di un’ottima tecnologia di un ottimo modello operativo e dei giusti partner, da qui l’invito di VMware ai partner nel continuare a credere nel vendor stesso. 

Tornando sull’aspetto tecnologico, secondo VMware siamo di fronte ad un cambiamento dirompente. Se fino ad oggi le soluzioni software avevano il compito di efficentare una infrastruttura, ora la missione dell’IT è di essere efficace nel rispondere alle esigenze del business. Grazie al fenomeno della proliferazione di dispositivi sempre più personali e delle applicazioni che generano dati è necessario parlare di Software Defined Enterprise (SDE), rimarcando gli tutti i punti a cui si accennava sopra:

  • IT a livello infrastruttura: SDDC o vCHS
  • IT a livello applicativo: dove si trovano le applicazioni tradizionali, quelle moderne e quelle SaaS
  • IT a livello utente: ambito EUC abbiamo i desktop, i workspace e i dispositivi mobili

Sam@PEX2014

VMware acquisisce AirWatch

Il 22 gennaio VMware ha annunciato l’acquisizione di AirWatch, uno dei vendor più di rilievo nel segmento della gestione dei dispositivi mobili e molto altro.

AirWatch nasce come produttore di soluzioni che servono per gestire da un’unica piattaforma l’intera “mobility” aziendale che può essere a sua volta costituita da una moltitudine di periferiche e dispositivi eterogenei. La gestione del dispositivo non è limitata al suo hardware ma si estende alle applicazioni, ai dati, alle e-mail ed all’uso del browser, consentendo tra le altre l’uso di una propria periferica in ambito aziendale (BYOD).

Questa acquisizione si colloca ovviamente nello spazio delle soluzioni per l’END-USER COMPUTING (EUC), segmento che nel 2013 ha visto l’introduzione da parte di VMware di nuovi prodotti per l’ottimizzazione del parco desktop, dal VDI alla gestione degli end-point fisici, pacchetti disponibili in un’unica suite: VMware Horizon Suite.

L’integrazione dei prodotti Airwatch permetterà a VMware di espandere la propria capacità di indirizzare le tematiche delle periferiche smart ed in generale dei dispositivi mobili, cavalcando in pieno il trend che da tempo indica una flessione delle vendite di PC a favore di portatili e soprattutto tablet, senza dimenticare che sempre più spesso un utente utilizza più di una, se non due periferiche per svolgere la propria attività professionale.

Per maggiori dettagli sull’acquisizione è possibile consultare la pagina dell’annuncio sul sito del produttore.