VMworld USA 2014 – General Session: review (parte 3)

Questo articolo riprende le tematiche anticipate nei precedenti post:

La presentazione passa ai temi legati all’End-User Computing (EUC), dove vengono mostrate le milestones raggiunte da VMware mese dopo mesi evolvendo da VDI al DaaS (Desktop as a Service). Oltre a Horizon 6 ed alle nuova pacchettizzazione della suite, già nota prima del VMworld, è stata annunciata la Workspace Suite. Questa nuova suite è un “soft bundle”, una somma di prodotti più che un’unica soluzione, che comprende:

  • AirWatch Management Suite: per i dispositivi mobile e per le applicazioni (MDM MAM);
  • Horizon 6: VDI e RDS;
  • Secure Content Locker: sincronizzazione e condivisione file;
  • VMware Workspace Portal: aggiornamento dell’attuale workspace

Per maggiori informazioni è possibile andare alla pagina: “VMware Unifies Mobile, Desktop and Content Management With VMware Workspace Suite

L’ultima parte dell’intervento è stata dedicata al Cloud Ibrido.

In materia di Hybrid Cloud il servizio vCloud Hybrid Services (VCHS) viene rinominato in vCloud Air e, oltre a fornire servizi IaaS avrà speciali declinazioni per DRaas, DaaS e PaaS.

Smarcata la nuova denominazione vengono argomentati i motivi a sostegno del passaggio ad un ambiente cloud ovvero: agilità, efficienza e contenimento dei costi. In riferimento al mercato viene mostrata una slide con le proiezioni numeriche e VMware indica che negli ultimi mesi si è assistita ad una progressione esponenziale nelle migrazioni tali da far credere che sia l’inizio di un trend:

VMW-VMWORLD2014-CLOUDAIR-NUMBERS

Riguardo gli obiettivi i servizi VMware si vanno ad integrare a quelli già esistenti in azienda e questo rappresenta punto di forza nella proposta VMwara rispetto alle proposte cloud di altri provider che non si avvalgono della piattaforma del vendor:

VMW-VMWORLD2014-CLOUDAIR-PLATFORM

Nel corso dell’anno rafforzerà la presenza in EMEA e aprirà in Asia, attualmente a livello mondiale ci sono 3900 partner che offrono soluzioni cloud basate su tecnologia VMware. Inoltre i Datacenter VMware avranno ulteriori “specializzazioni”: per i soli Stati Uniti, creerà nei prossimi mesi appositi ambienti idonei ad ospitare i servizi del Governo Federale in ottemperanze delle specifiche norme sulla compliance e si assisterà all’introduzione di altri servizi per le aziende (attualmente sono in beta) quali:

  • DBaaS: al momento MY SQL e MS-SQL:
  • Object Storage: basato su EMC ViPR
  • Servizi per la mobility: basati su Air Watch
  • Cloud Management: basato su vRealize Air Automation

VMW-VMWORLD2014-CLOUDAIR-SERVICES

Per ulteriori informazioni è possibile consultare le pagine:

VMworld USA 2014 – General Session: review (parte 2)

Questo articolo riprende le tematiche anticipate nel post precedente: VMworld USA 2014 – General Session: review (parte 1).

Pur rimanendo sul pilastro Software Defined Data Center, la discussione si è spostata “sul come” sfruttare le potenzialità dell’infrastruttura ed in modo particolare sono state messe a confronto le le “applicazioni tradizionali” vs “le applicazioni sviluppate per il cloud”.

Torna in gioco il concetto del “potere dell’AND” e il CEO VMware riferisce che non ci devono più essere separazioni tra questi mondi/visioni. Rimarcando la via aperta gli anni addietro sull’apertura dei prodotti VMware al cloud multi piattaforma Pat Gelsinger ha annunciato la beta per il supporto di infrastrutture basate su OpenStack. Questa apertura è rivolta anche ad altre tecnologie come Frameworks e Containers che permetteranno alle tecnologie VMware di diventare il punto di ingresso della “piattaforma allargata” idonea soddisfare i requisiti sia di sviluppo sia di consumo per tutte le applicazioni.

One Platform for any App

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina: “VMware Teams With Docker, Google and Pivotal to Simplify Enterprise Adoption of Containers

Ulteriore argomento trattato è quello della sicurezza. La Security rappresenta sicuramente uno dei punti di resistenza nell’approcciare il cloud, nel corso degli anni e delle release dei prodotti l’infrastruttura VMware è stata migliorata intorno a questo aspetto partendo dalla famiglia vShield, passando da vCloud Network and Security (vCNS) arrivando ai giorni nostri a parlare di Software Defined Network e di NSX.

Slogan come “coraggio ed innovazione” tornano ad essere un tema centrale e, per rafforzare il messaggio, viene riferito che intono a NSX ci sono più di 40 partner tecnologici e 14 soluzioni integrate con ben 150 clienti corporate a livello mondiale che già sfruttano questa tecnologia, inoltre sono state rafforzate le partnership con Arista, HP, Dell e F5.

Per maggiori informazioni è possibile consultare le pagine:

Ulteriore distintivo per VMware è il riconoscimento da parte di Gartner che colloca il vendor come primo ISV ad entrare nei quadranti magici relativi al networking, nell’area visionari, con una soluzione 100% software.

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VMworld USA 2014 – General Session: review (parte 1)

Il 25 Agosto è iniziata l’edizione americana del VMworld 2014 e nella Geneal Session VMware conferma i pilastri della propria offerta: SDDC, EUC e Hybrid Cloud. Il messaggio introduttivo è molto “personale”: si parla di amministratori IT coraggiosi, vincenti; si parla anche del “potere dell’AND” in contrapposizione a quello del “contro”, rimarcando l’apertura verso altre piattaforme cloud. VMW-VMWORLD2014-ANDPOWER Questo post è la prima parte della review relativa alla General Session che entra nel merito dei 3 pilastri menzionati poco sopra.

Software Defined Data Center

Il SDDC si basa su un serie di stack:

  • Computing: area coperta da vSphere, annunciata la versione 6.0 anche se in beta;
  • Networking: stack in gestione a NSX;
  • Storage: terreno per Virtual SAN, annunciata la beta 2.0, e introdotti i Virtual Volumes quale tecnologia Software Defined Storage aperta agli storage vendor;
  • Management: al vCenter Operations Manager si aggiunge la vRealize Suite che contiene tutti gli strumenti di gestione di ambienti cloud ibridi (automazione ed operations)

Sull’ultima componente VMware ha precisato che i prodotti nell’area “Management Operations”  verranno ribrandizzati sotto il nome vRealize, mentre in tema di nuovi rilasci oltre, a vSphere 6 e vSAN 2 entrambe in beta, è stata annunciata la vCloud Suite 5.8, per maggiori dettagli è possibile cosultare la pagina: “VMware Delivers New Innovations for the Open, Agile, Secure Software-Defined Data Center

Nel corso della presentazione VMware ha dato molto rilievo all’hardware, quale elemento basilare la messa in opera dell’infrastruttura, infatti il SDDC rappresenta la meta che può essere raggiunta con tre differenti approcci in relazione alle componenti fisiche:

  • Built Your Own: ambienti tradizionali basati su singoli dispositivi disgregati;
  • Converged Infrastructure: soluzioni come VCE;
  • Hyper Converged Infrastructure: in questo contesto è stata presentata la famiglia VMware EVO.

Con la famiglia EVO, VMware  non intende entrare nel mercato dell’hardware, ma propone un bundle di software ad una lista di partner qualificati. VMware EVO ha 2 specifiche declinazioni:

  • VMware EVO Rail: il cui principio è di rendere facile e veloce (si parla di 15 minuti) il deployment di Datacenter Software Defined. Per maggiori dettagli http://www.vmware.com/files/pdf/products/evo-rail/vmware-evo-rail-introduction.pdf
  • VMware EVO Rack: trattasi di una technology preview, l’idea è di sviluppare il principio di EVO RAIL e di scalare ancora più grandi anche grazie all’aggiunta di ulteriori pacchetti software.

L’annuncio relativo a VMware EVO è disponibile alla pagina “VMware Unveils EVO: RAIL — The Fastest Way to Build and Deploy a Software-Defined Data Center

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Pernixdata FVP: accellerare con semplicità

Pernixdata FVP permette di accellerare gli I/O di qualsiasi VM ututilizzando schede flash (SSD o PCIe) presenti nelgli host ESXi. Il prodotto  è stato pensato per essere semplice e ridurre al minimo le possibilità di scelta:

Innanzi tutto possiamo scegliere se accellerare una VM o un DATASTORE.

Una VM viene accellerata nella sua interezza, non c’è necessità/possibiltà di scegliere uno specifico VMDK, è sicuramente MEGLIO accellerare tutti gli I/O generati da una VM piuttosto che un sottoinsieme di I/O.

Basta selezionare la VM e scegliere la policy di accellerazione: questa può essere write-through o write-back, con quest’ultima devo specificare il livello di ridondanza (numero di repliche) e nient’altro. Appunto MOLTO SEMPLICE.

 

Da qui in poi, tutti gli I/O generati dalla VM vengono accellerati. Non c’è necessità di spostare la VM in un datastore più performante, o altre attività complesse.

Accellerare un DATASTORE permette di creare una policy d’accellerazione per quel datastore, seguendo la stessa metodologia usata per le singole VM: selezionare ADD DATASTORE nel flash cluster, selezionate il datastore e scegliete la write policy desiderata, la policy verrà assegnata a tutte le VM presenti in quel datastore.Di nuovo MOLTO SEMPLICE.

Pernixdata FVP lo si installa semplicemente (è un VIB da importare con update manager), non richiede reboot degli host, dopo l’installazione basta aggiungere le VM (o I datastore ) al FLASH CLUSTER ed iniziare a beneficiare dell’aumento di performances.

Atlantis ILIO per VDI: pronti…partenza…

…VIA; il traguardo è visibile ma l’arrivarci potrebbe essere complicato.

Nella progettazione di un ambiente per la virtualizzazione dei desktop il corretto dimensionamento dello storage è un argomento tanto chiave quanto complicato e se lo storage è già presente e non idoneo i margini d’azione sono pochi.

Atlantis ILIO per VDI è una prodotto che può venire in aiuto e rendere realizzabili progetti che altrimenti dovrebbero essere abortiti. La proposta di Atlantis Computing prevede 2 soluzioni:

  • Atlantis ILIO Diskless VDI;
  • Atlantis ILIO Persistent VDI

Atlantis ILIO Diskless VDI è l’unica soluzione 100% software che permette di creare vDesktop senza la necessità di usare storage, sfruttando la RAM locale del server. L’uso della memoria e della tecnologia di ottimizzazione dello storage in-memory (Atlantis ILIO In-Memory Storage Optimization Technology) consente di ottenere postazioni virtuali economiche e con prestazioni superiori a quelle dei PC fisici. La RAM, in qualità di storage primario per i vDesktop, assicura che tutte le attività disco avvengano alla velocità della memoria eseguendo task come accensioni, logon, avvio di applicazioni in pochi secondi ed eliminano il traffico IO sugli apparati dello storage. Spostando l’attenzione dall’esperienza utente all’amministrazione, il personale proposto alla gestione potrà eseguire operazioni che coinvolgono centinaia di VM, come il deploy, refersh e recompose, senza dover attendere ore per il compimento del task.

Atlantis ILIO Persistent VDI, respetto al prodotto precedente, è la soluzione per gli utenti che desiderano disporre in un desktop persistente, che possa comunque avere notevoli prestazioni. Come per il pacchetto precedente la RAM può essere utilizzata per assorbire il carico di lavoro prima che questo tocchi lo storage primario, riducendo notevolmente (fino al 95%) la richiesta di IO da parte di un virtual desktop. Atlantis ILIO Persistent VDI può di fatto funzionare in 2 modalità:

  • In memory: la RAM del server viene usata come storage primario per garantire la massima esperienza utente, mentre una piccola parte di storage esterno persistente viene sfruttata per la protezione del dato e la sua disponibilità;
  • VDI Disk-Backed: rappresenta l’opzione migliore per le infrastrutture che dispongono già di storage che necessitano di uno strumento che possa ottimizzare l’ambiente. In questo scenario una parte della RAM viene usata in qualità di cache per assorbire tutte le richieste IO, mente lo storage persistente rimarrà lo storage primario.

In sintesi l’adozione Atlantis per ambienti VDI produce i seguenti benefici:

  • eccezionali prestazioni dei vDesktop;
  • drastica riduzione dei requisiti dello storage;
  • eliminazione dei rischi dovuti ai colli di bottiglia dello storage esistente;
  • possibilità di utilizzare qualsiasi tipo di storage (DAS, NAS, SAN) e sistema;
  • supporto multivendor: Citrix XenDesktop e VMware Horizon View con qualsiasi hypervisor (VMware, Microsoft e Citrix).

Per Maggiori informazioni è possibile consultare le seguenti pagine sul sito del produttore:

Horizon Daas Architecture

Il prodotto Horizon Daas, permette la fornitura di desktop windows (e linux) come servizio cloud.  In questo articolo approfondiamone l’architettura:

daas service grid

Come vedete nella grafica, l’ambiente è composto da macchine fisiche, appliances virtuali e reti.

MACCHINE FISICHE:

VIRTUAL DESKTOP HOSTS: macchine ESXi che ospitano le VM desktop (windows) di un singolo tenant.

SHARED DESKTOP HOSTS:  macchine ESXi che ospitano le VM (linux o windows 2008 Terminal server per RDSH) di diversi tenant.

NAS STORAGE: Storage utilizzato per ospitare le VM. E‘ richiesta una NAS NFS e non una SAN in quanto il prodotto daas può gestire direttamente gli hosts senza passare da vCenter, in questo caso si occupa direttamente della clonazione delle VM accedendo al file system del datastore voa NFS.

HORIZON  MANAGEMENT HOSTS:  alcune macchine ESXi cshe ospitano diverse copie delle Horizon Daas management virtual appliances .

APPLIANCES  VIRTUALI (Horizon DaaS Management Appliances) :

SERVICE PROVIDER APPLIANCE: è la prima appliance installata nel Data Center, è la console utilizzata dal Service Provider per amministrare l’intero ambiente  e, tra l’altro si occupa di fare il deploy delle altre appliances.

RESOURCE MANAGER APPLIANCE: si occupa di collezzionare ed astrarre le risorse fisiche e di metterle a disposizione die diversi tenants.

TENANT APPLIANCE: appliance amministrativa del Tenant, e connection broker del singolo tenant.

dRAM APPLIANCE: permette agli utenti che si trovano fuori dalla rete del tenant, di accedere ai virtual desktop senza dover utilizzare una VPN

Tutte le appliances sono macchine Linux, molto leggere, e con un DB propietario, hanno un meccanismo di alta affidabilità implicito.

SERVIZI DI RETE:

DNS, DHCP, NTP ed Active Directory  sono componenti fondamentali, e richieste, da Horizon Daas. Possono essere implementate internamente nella rete del Tenant o accessibili attraverso un’estensione (VPN/MPLS) della rete del Tenant verso il Data Center del Tenant stesso.

La rete deve supportare il VLAN TAgging ed il VRF per poter separare i diversi Tenant.

Le reti visibili nella grafica sono:

SERVICE PROVIDER NETWORKRete principale del service provider, mette in comunicazione le diverse service provider appliances e deve avere accesso alla MANAGEMENT NETWORK per poter gestire gli hosts e lo storage.

BACKBONE LINK LOCAL NETWORK: rete non rutabile, che connette le appliances die tenant con le appliances del service provider. E‘ gestita dal service provider.

TENANT NETWORK: trattasi di un VLAN separata da tutte le altre reti, viene gestita direttamente dal tenant, non è accessibile dal Service Provider.

VMware & Veeam: il bundle ideale l’on-premises SDDC

Systematika è promotrice di una iniziativa specifica VMware & Veeam pensata per le aziende che intendono gestire e proteggere la propria infrastruttura virtuale facendo leva sui principi del software defined data center.

Il bundle unisce in un’unica soluzione i prodotti:

  • VMware vSphere with Operations Management Standard Acceleration Kit, per 6 CPU/socket;
  • Veeam Backup & Replication, per 6 CPU/socket, per questo prodotto è possibile scegliere tra le edizioni Standard, Enterprise ed Enterprise plus.

Nei passaggi seguenti andremo a descrivere le caratteristiche dei 2 prodotti.

VMware vSphere with Operations Management è la fusione della tecnologia core di VMware in materia di virtualizzazione e la componente di gestione delle operazioni, vCenter Operations Manager, il software di analisi delle metriche raccolte dall’ambiente che, oltre a fornire una migliore interpretazione dei dati grazie ad un meccanismo di autoapprendimento dovuto alla continua collezione dei dati, permette di ottenere la lista delle VM sotto o sovradimensionate e visualizzare i trend dei consumi della propria infrastruttura anche con fine di comprendere quanto è possibile virtualizzare ancora.

Veeam Backup & Replication: è la soluzione pluripremiata per la protezione e la replica dei propri dati con un’ampia dotazione di funzionalità già a partire dall’edizione standard. Il bundle consente di scegliere tra l’edizione Standard o di passare ad una edizione superiore optando tra:

  • Enterprise che rispetto alla Standard aggiunge features quali: SureBackup e SureReplica, Veeam Explorer per MS-Exchange e SharePoint, interfaccia WEB ed il supporto nativo per il nastro;
  • Enterprise Plus che rispetto alla Enterprise aggiunge: supporto per i backup dalle snapshot dello storage, la WAN Acceleration e la delega per il restore dei file delle VM.

Il bundle in oggetto si riferisce a Veeam Backup & Replication versione 7, tuttavia l’acquisto comprende l’aggiornamento gratuito alla versione 8 quando verrà rilasciata.

Per maggiori informazioni è possibile consultare:

Battle Card Atlantis ILIO: La virtualizzazione dei desktop può diventare realtà

Atlantis ILIO è un prodotto che può facilitare l’adozione di una soluzione VDI, soprattutto quando lo storage disponibile non è stato progettato per questo tipo di carico di lavoro.

La Battle Card allegata a questo articolo è un valido strumento per definire quali sono le condizioni per la valutazione della tecnologia di Atlantis Computing, partendo dalla definizione del problema arrivando a capire come ILIO può aiutare a risolvere determinati problemi.

Battle Card Atlantis ILIO: La virtualizzazione dei desktop può diventare realtà

Nutanix: il fondamento del SDDC

Le tecnologie per il Software Defined Data Center pongono al centro dell’attenzione la miglior usabilità dell’infrastruttura consentendo il suo governo attraverso software sempre più evoluti che permettono di indirizzare temi complessi quali l’affidabilità, la scalabilità e la gestione delle operazioni; tuttavia tutto parte dall’hardware.

Nutanix si propone quale soluzione “software-driven platform” quale pilastro per il SDDC. Nutanix rappresenta la soluzione “Virtual Platform Computing” hyper convergente (ovvero potenza computazionale e storage) contenuta all’interno di uno chassis a 2 U, nel quale viene collocata una intelligenza (NOS) che è in grado di gestire sia l’aspetto prestazionale dell’IO sia la componente di scalabilità dello storage, caratteristiche servono a rendere l’impianto estremamente modulare quindi, considerate queste caratteristiche, la tecnologia è collocabile per progetti SDDC o per aree più “tradizionali” quali il VDI, la Business Continuity il Cloud Computing e Big-Data.

Nutanix è sicuramente uno dei brand di maggior richiamo in tema di hyper convergenza come testimonianza l’affluenza del primo “EMEA Partner summit” tenutosi in maggio e dal quale sono emersi importanti spunti di riflessione quali:

  • gli obiettivi: il vendor intende crescere e trasformarsi da operatore emergente a punto di riferimento per le tecnologie infrastrutturali nel datacenter;
  • la roadmap: esiste una precisa tabella di marcia che copre sia il breve che il lungo periodo, una prima evidenza di questa è l’annuncio della “Nutanix Software Editions” che permette agli utenti di scegliere quale edizione del NOS acquistare in base alle funzionalità desiderate;
  • casi di successo: anche se il brand è giovane esistono case history di rilievo sia in termine di ottimizzazione dell’infrastruttura che di processi;
  • la concorrenza: Nutanix si colloca oggi come sfidante all’interno di un contesto dove i player tradizionali rispondono con soluzioni legacy ma con l’appeal ed il peso che il loro nome si è costruito nel tempo, il produttore si presenta con ottimi strumenti per il confronto.

Sul tema della competizione Nutanix ha i propri strumenti per la fase di “objection handling” a partire dalla categorizzazione delle soluzioni concorrenti, così suddivise:

  • Legacy: le soluzione infrastrutturali consuete basate su server e storage che se da un lato rappresentano uno standard proposto da anni dall’altro portano con sé sfide quali in dimensionamento, la gestione delle operazioni e l’allargamento del perimetro di diagnosi in caso di troubleshooting;
  • Pre-Engineered Systems: soluzioni non molto differenti da quelle legacy, si presentano come sistemi “all-in-one” che di fatto sono un ridefinizione del paradigma classico affogato i un unico chassis (o armadio) con un software centralizzato che consente l’amministrazione;
  • Emerging Storage Only Vendor: ovvero le tecnologie che, per quanto all’avanguardia, indirizzano solo un tema dell’infrastruttura, quello dello storage. Spesso sono riferibili a hypevisor embedded specializzati sulla parte storage che lasciando scoperto la parte computazionale;
  • Hyper Converged: questo è il segmento dove si colloca Nutanix, area dove sono presenti pochi altri vendor.

Per maggiori informazioni è possibile consultare l’area “Evolution of the Datacenter” presente sul sito Nutanix.

VMware vSphere Data Protection Advanced (VDPA)

A partire dalla versione 5 di vSphere, VMware ha introdotto, dall’edizione Essentials Plus, il software di backup vSphere Data Protection (VDP). Si tratta della soluzione “appliance-based” per la protezione dei dati basata su EMC Avamar che si integrata con la vSphere Web Client. Oltre alla soluzione compresa nella suite, VMware ha nel proprio catalogo prodotti la versione Advanced che estende le caratteristiche di VDP sotto diversi profili:

  • scalabilità: la singola virtual appliance è in grado di proteggere fino a 200 VM, con la possibilità di ingrandire dinamicamente la capacità di protezione fino a 8 TB-,
  • maggior protezione: oltre alla protezione attraverso il backup full image agentless fornisce anche la protezione a livello applicativo per MS SQL, Exchange e SharePoint anche per server fisici;
  • replica dei backup: sistema efficiente per la replica criptata off-site del dato anche attraverso la WAN

La versione 5.5 del prodotto, inoltre, introduce le seguenti funzionalità:

  • integrazione con EMC Data Domain, usando VADP quale front-end;
  • flessibilità sulla schedulazione e per la retention: è possibile selezionare quale backup replicare definendo policy di retention e pianificazione indipendenti;
  • diversificazione delle tipologie di replica: uno-a-uno, uno-a-molti, molti-a-uno;
  • disponibilità di molteplici target per la replica: VDPA può replicare su un altro VDPA appliance, EMC Data Domain e EMC Avamar;
  • verifica automatica dei backup: grazie al restore automatico in ambiente isolato;
  • agenti per MS SharePoint: garanzia della consistenza applicativa;
  • agenti per MS Exchange: per il restore a livello delle singole mailbox di Exchange;
  • supporto per server fisici: utilizzo degli agenti per le applicazioni supportate anche su server fisici;
  • restore granulare dei virtual disk (VMDK) e File Based Restore;
  • restore di emergenza: “direct-to-host” in caso di indisponibilità di vCenter;

vSphere Data Protection Advanced può essere acquistato come licenza per CPU oppure in bundle con “VMware vSphere with Operations Management acceleration kits” nelle edizioni Enterprise ed Enterprise Plus.

Attualmente VADP non è in grado di proteggere ambienti basati su vCloud Director e Horizon View.

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina su sito del produttore.